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Le Lagune di Ballesteros si prosciugano in estate, ed è normale

25 agosto 2026
In piena estate, buona parte dei bacini delle Lagune di Ballesteros mostra il fondo screpolato e la vegetazione che ingiallisce al sole, mentre altri conservano il proprio specchio d'acqua. Lungi dall'essere un cattivo segnale, questo contrasto è esattamente ciò che ci si aspetta da una zona umida come questa. Ballesteros non è un lago che…

In piena estate, buona parte dei bacini delle Lagune di Ballesteros mostra il fondo screpolato e la vegetazione che ingiallisce al sole, mentre altri conservano il loro specchio d'acqua. Lungi dall'essere un cattivo segnale, questo contrasto è esattamente ciò che ci si aspetta da una zona umida come questa.

Ballesteros non è un lago che debba essere pieno tutto l'anno. È un complesso di più di trenta lagune di origine carsica, in cui convivono due comportamenti distinti. Circa quindici doline conservano acqua in modo semipermanente o permanente, poiché sono collegate alla falda acquifera. Le altre sono temporanee, si riempiono con le piogge della fine dell'inverno e della primavera e si prosciugano man mano che avanza il caldo. Questo viavai tra l'acqua e la siccità, che fa sì che il paesaggio cambi a seconda del periodo dell'anno, fa parte della sua identità.

Quel ciclo, inoltre, sostiene una fauna e una flora del tutto particolari. Vi sono piante e invertebrati adattati proprio a quelle condizioni mutevoli, che sfruttano l'inondazione temporanea per completare il loro ciclo e resistono poi al disseccamento. Una zona umida mediterranea temporanea che fosse sempre allagata cesserebbe di essere ciò che è e perderebbe buona parte delle specie che la caratterizzano. Per questo motivo l'habitat delle pozze temporanee mediterranee è considerato prioritario a scala europea.

Conviene distinguire qui due tipi di siccità molto diversi. Una è quella stagionale, la naturale, quella che si vede ora in estate nelle vasche temporanee e di cui la zona umida ha bisogno. L'altra, quella che invece preoccupa, è il disseccamento artificiale, quello provocato dai canali di drenaggio che portano via l'acqua dal sistema e dall'estrazione di acqua sotterranea per l'irrigazione. Questa seconda siccità non risponde al ritmo delle stagioni, ma svuota la zona umida dal basso, ne riduce i livelli e fa sì che le vasche temporanee riescano a malapena a innondarsi. Nel corso dell'ultimo secolo, questo processo ha ridotto l'habitat delle lagune temporanee a una minima parte di quello che era.

Ecco il lavoro del progetto LIFE, e restituire a Ballesteros il suo ciclo naturale dell'acqua. Rimuovendo i canali di drenaggio, recuperando la topografia originale e riducendo la pressione sulla falda acquifera, l'obiettivo è fare in modo che la piana alluvionale torni a riempirsi e svuotarsi a tempo debito. L'obiettivo non è che ci sia acqua sempre, ma che ci sia quando deve esserci. Il fondo asciutto che ora si vede in molte conche non è una fine, ma una pausa in attesa delle piogge.

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